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Dormiveglia
Mi
sento sollevato
quando
guancia e guanciale si confondono
sollevate le meningi
dai pensieri ricorrenti
come voli spiccati a bassa quota
erbeggiando…
erbeggiando germogli di concetti
serpeggianti
tra il forse ed il sarà
I gomitoli si dipanano.
come burro al sole
e sole le figure si dissolvono
in nubi meno dense.
Quel
che sono, sono
sarò quel che sarò domani.
E intanto
coperto di coperte teporose
non distinguo la sinistra dalla dritta
dritta in fondo al pozzo
calando la sua immagine riflessa
la luna scende
sorridendo di crateri
piccoli
orizzonti
per piccole realtà
Pensa
col respiro
il mio amico buddha
mi diceva
ma stigmate vedendo
rimango costernato
tra una carezza ai bimbi
e l’anestetico confondersi.
Quel
che sono, ero
sarò quel che sono domani.
Spezzetto
adesso il filo
che vitale mi trapassa
con l’esame di coscienza
e marameo maramao
sorridendo poi rimando
decidendo che forse no
ma quasi…
quasi perdo l’equilibrio
sentendomi cadere
eppure appoggio
il sedere ed il costato
con tutto il corpo
incollato
Quel
che ero, sono
sono quel che sarò domani.
Grilla
l’aria
che è mattina
tossendo l’inquilino che sopra si rivolta
rianima la coscienza
e l’angioletto tira
ancora soffiandomi i capelli
e riperdo me misero
i concetti
i concetti trullallà
V
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